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Aspettando non so chi (il ricordo della carezza di Amore sulla mia pelle e poi il saluto,l’orgoglio e l’attesa) Sto
per andare via ma prima lasciati respirare ancora un pò ,o pensiero. Ancora un
pò e forse nel mio abisso un ombrello riuscirà a ripararmi dalla tempesta in
cui mi hai lasciato. Convincimi che non ne vale la pena di far finta che tu non
sia mai esistito. Convincimi ma prima di tutto stringimi ,sostienimi e dai
sfogo alla mia creatività un’ultima volta assoggettando un'altra immagine al
mio volere. Spiegate le ali della fantasia potrò abbandonare il mio corpo
freddo e trovare altrove un senso ad un nuovo momento,così vicino,così lontano
da quel nostro legame per cui ancora balbetto. Sei stato un fulmine a ciel
sereno,un caleidoscopio di fragile costituzione da cui ho visto i colori del
mondo. (Non sei stato solo un pensiero
ma una cascata dirompente di emozioni,comincio ad ammetterlo). Sei
rimasto con me più a lungo di molte persone riuscendo a valicare la barriera
segnata dall’azzurro oceano dei miei occhi. Puoi dire di avermi conosciuto come
anch’io potrei con te quindi ti prego, quando incontrerai un'altra vita non raccontare
in che strana dimensione ti sei venuto a trovare. Fa finta che le enormi
inferriate oltre cui personalità diverse,frutto di morali soffocanti,si davan
battaglia,ti siano state aperte con gentilezza. Non ti ho mai chiesto di
capirmi,ma di rispettare quell’enigma apparentemente impossibile da risolvere
che rappresento. (Non sei stato solo
emozione,ma anche arcobaleno,tachicardia e attesa .ma ha davvero senso finire
con l’ammetterlo?). Vorrei trascrivere quello che ho provato la prima
volta che ti incontrai e poi quanto è stato straordinario viverti ma non ci
riesco. Non ti voglio chiamare con il nome che ti è stato affibbiato, perché
rinchiuderti in 5 lettere sarebbe come infilare un fiume in una
bottiglia,impossibile e ridicolo. Rinchiudere proprio te poi,che sei stato l’acqua
nel deserto in cui vagavo,il ticchettio dell’orologio appeso al muro ma anche
sole,luna,nuvole e stelle del mio cielo. Tu sei L’unica metafora per cui vale
la pena vivere e se necessario combattere fino alla morte . Sei stato contemporaneamente
senso,essenza e materia. In te e nei sospiri che regali ai suoi abitanti il
mondo intero si poggia e la mia testa con lui ha girato,girato fino a farmi
provare la sensazione unica dell’essere innamorati. In te e niente altro il
coraggio delle mie scelte,dei miei no, dei miei silenzi rumorosi. E ora che
te ne vai e mi abbandoni,rinascerai sicuramente in un altro corpo. Spero lui ti
sappia apprezzare e coccolare come chi è stata luce dei miei occhi così a lungo
non ha saputo fare. Io non posso tenerti con me,tu hai bisogno di ben altro,hai
bisogno di qualcuno che ti ricambi e di essere libero. Ma trattengo la spugna
in mano e mi illudo. Piove e non trovo l’ombrello. Esco distrutto dalla
tempesta in cui mi hai lasciato . Ma ho ancora quel briciolo di dignità che mi
sorregge. Con aria superba convinco me stesso che sono io quello che deve
andare via per nuove emozionanti avventure e che non ha quindi più tempo per
te. Quando in realtà Dio solo quanto mi manchi e quanto odio non poterti
trattenere in questo corpo freddo che per ora sa solamente vivere del tuo
ricordo. Aspettando non so chi.
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