Termini
inarrivabili di un paragone che non regge propongono,quasi a cercare nelle mie
debolezze miglior fortuna,alternative banali e futili che scarto senza dar loro
il tempo di incrociare il mio sguardo,senza dar loro occasione di insinuare in
me dubbi inutili….in questo clima di sottile armonia,sotto le mentite spoglie
di un capitano forte e coraggioso preparo la mia ciurma ad una nuova battaglia
nei profondi e inesplorati abissi di un mare,che la luce fioca proveniente dal
riflesso di un faro lontano non illumina abbastanza..il vento accarezza
dolcemente i miei capelli,che opposti al grigiore di un cielo nuvoloso e
incerto si alzano ribelli,come per fuggire..come per dire di no a qualcosa che
non sentono più loro..capisco o forse ci provo,che è tempo per noi di
alzarci,posare le bottiglie,i soldi e tutto quello che ci lega a quest’arida
terra e partire..chiedo ad un marinaio l’ora e con tristezza mi fa cenno che è
ancora troppo presto..chi si lascia la bufera alle spalle non può non
aspettarsi che anche la più piccola delle goccioline impregni i suoi
vestiti,appesantiti come zavorre dal freddo che ti circonda con un unica
possibilità di salvezza,quella di toglierli,affrontare nudo te stesso e poi con
la stessa forza e speranza disegnarsi di nuovi colori,di nuova vita..ed io
che davanti allo specchio tremo se penso che il momento appena passato non
tornerà prendo il timone e con il vento in poppa,e un po’ di sana imprudenza
nelle vene decido di levare l’ancora. Non tutti sono con me,ma quelli che
rimangono al porto non li rimpiango…ci sarà tempo per tornare da loro e
sorridendo sollevo la mia bandiera e li saluto con un fazzoletto che solo il
tempo dirà quante lacrime dovrà asciugare..Sirene,come scogli sui cui la
schiuma delle onde si infrange senza poter andare oltre,imperversano e seguono
con il loro canto soave chiunque senza via d’uscita se non quella di cedere o
essere costretti a chiudere gli occhi,legati ad un palo,ad un albero..ad un
ricordo…e noi naufraghi d’amore dispersi chissà dove,lontani da un meta che
nell’orizzonte si scaglia come un urlo nel vuoto,scegliamo di affrontarle a
viso aperto nella foschia che ci troviamo davanti..niente paura ci diciamo..
poi nel buio più profondo della notte si alza un canto..shhhh..silenzio,inizia
lo spettacolo,e in un attimo coloro che di tanta forza facevano baluardo e
difesa si lasciano andare ai sensi,incantevoli e delicati in cui è dolce
smarrirsi…sensazioni uniche sulla pelle che avverte lo stesso brivido di quando
ciò che ami ti è vicino e con il suo profumo ti travolge con baci e carezze tra
cui a quel punto puoi solo morire…far finta di niente è inutile e quindi
concediamo ancora una volta al cuore di battere per ciò che pensavamo fosse la
nostra vita,sorpresi da quanto fragili siamo di fronte a queste illusioni come
se per quanto lotti ci sia sempre qualcosa che non puoi controllare..preso dal
timore di palpitazioni indecifrabili,udite e quasi respirate da chi mi è
attorno…mi viene proposto un bivio,chiudermi in una stiva buia..aspettando
che tutto finisca,lasciandomi in balia di topi,rimorsi e rimpianti,o sulla prua
della nave,il più lontano possibile dal pericolo che incombe,stringendo forte
ogni piccola cosa pur di frenare quella irresistibile voglia che ho di te..ma
rifiuto entrambe e con una mano sul petto comincio a cantare singhiozzando…i
miei compagni straniti vedono il mio viso pallido e capiscono..uno di loro si
avvicina,poi un altro e un'altra ancora..fino a che siamo tutti insieme in un
unico abbraccio che precede la nostra collisione con gli scogli..non importa
che si fallisca,e che la nave lentamente affondi..ho capito una lezione più
importante..non c’è rimedio alla fine,non puoi impedire che ciò che ami ti
sfugga dalle mani..ma uniti il buio grigiore si dirada..e anche quando non
lo è il cielo per un secondo torna sereno…