Su un vetro opaco un
cuore trafitto da un freccia invisibile..2 dita avevano giocato innocenti con
il vapore tentando di disegnare un emozione che sembra non essere in grado di
scomparire..il mio respiro ne era tavolozza,i polpastrelli unico pennello in grado
di tracciare,mentre fuori ancora nevica,linee delicate che rinchiudono,come uno
scrigno con il suo tesoro,il tuo nome...senza coprirmi,quello schizzo mi aveva
riscaldato abbastanza da affrontare ogni intemperia,esco fuori e nella bufera
intravedo la sagoma di un pianoforte abbandonato,chiaro segnale di una speranza
lontana ma forse non a tal punto da non provare a raggiungerla,quindi mi
avvicino con passi incerti guidato da una lucciola che mi mostra la via,e
sedendosi al mio fianco con la sua luce soffusa mi permette di vedere i tasti
che sfioro leggermente esitando ancora per un istante.. come se aspettassi
segretamente di poter sentire quel tuo profumo al mio fianco prima di
cominciare a suonare di quel noi che va perdendosi come questi fiocchi sul terreno
e di quello che è stato per me conoscerti,così stanco di stare qui tra le
mie paure adolescenziali che spezzano il fiato e bramano a gran voce che non te
ne vada da sola,lasciando le parole qui,agonizzanti..è semplicemente troppo
quello che il tempo non può cancellare .Penso e con una mano sola compongo la
mia malinconica melodia,l’altra l avvicino al petto per fermare un secondo quei
battiti che mi impediscono di sentire il rumore di passi che alle mie spalle
affondano nel bianco..non riesco a capire se la persona che con timore li muove
si stia allontanando o voglia lentamente raggiungermi e sostenere con me il
peso di una realtà frivola,fatta di desideri proibiti che svaniscono nel
momento stesso in cui con gli occhi guardano con sincerità all'orizzonte.. ma
non succede nulla..forse era solo un fantasma che si prende gioco di me..e
rimango immobile,troppo forte il senso di impotenza che mi pervade e comincio a
ricordare di quando hai pianto e le mie dita hanno sfiorato quelle gocce fino a
farle mie,conservandole mentre forte cresceva la voglia di portarti con me,dove
le lacrime si perdono nell’oceano di emozioni che vorrei donarti o provare a
farlo,tentare fino a riuscirci,nessun muro è invalicabile se hai un motivo per
scalarlo...e di quando hai urlato di freddo tremore nella notte ed io ero lì
a combattere con la mia spada di cristallo tutti i demoni che ti portavi
dietro,e una volta sconfitti ti stringevo con le mie ali pronto a volare con te
semmai tu me lo avessi chiesto…e capisco che in tutto questo tempo la
sabbia ha costruito castelli che nel mare annegano io ti ho tenuta per
mano,troppo spesso da lontano,tanto che ora penso di aver lasciato andare ciò
che ho sempre considerato parte di me..ho provato così a lungo a convincere me
stesso che prima o poi te ne saresti andata,ma il mio cuore mi ha dichiarato
guerra e al patibolo ha condannato la mia anima vittima della vita che mi hai
lasciato indietro e senza il tuo volto e la tua luce risonante che pervadono i
miei sogni si è persa tutta la sanità dei miei gesti,diventati per chi li
guarda azioni confuse di un amore burattinaio..smetto di cantare al cielo e mi
ritrovo per un secondo solo al buio..le piccole ali della lucciola l’avevano
portata altrove..abbasso la testa e polvere di stelle bagna il mio viso,alzo
gli occhi stupiti e noto che la sfera celeste sa regalarmi ancora emozioni…..ora
non aspettare un altra alba e riportami alla vita perchè ho ancora voglia di
godermi ogni secondo di questo viaggio e impedisci che un flusso di paure
inutili travolga me che in assenza delle tue braccia tradisco l affetto con
queste lettere,che nulla farti intendere potranno rispetto a quando vivevi il
contatto con il mio corpo,con il mio spirito che ora aspettandoti vaga lontano
nell'attesa del tuo ritorno .. ..