Marcello's profile"Sospiri nel vento": fot...PhotosBlogListsMore Tools Help

Marcello Affuso

Occupation
Location
Interests
Uno,nessuno e centomila

Amo

Ora nella mia playlist..
I miei interventi preferiti...clicca sul titolo per leggerli (nella descrizione vi lascio un piccolo assaggio di ognuno)


 

La vita è un insieme di luoghi e di persone

che scrivono il tempo il nostro tempo.
Noi cresciamo e maturiamo collezionando

queste esperienze.


Sono queste che poi vanno a definirci.
Alcune sono più importanti di altre

perché formano il nostro carattere.


Ci insegnano la differenza

tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
La differenza tra il bene e il male.
Cosa essere e cosa non essere.


Ci insegnano chi vogliamo diventare.
In tutto questo, alcune persone e alcune cose

si legano a noi in un modo spontaneo e inestricabile

.
Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci.
Ci legittimano nell’essere autentici e veri.
E se significano veramente qualcosa,

 

ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve.
E allora, appartengono a tutti noi e a nessuno

.

Questa è la mia vita e nessuno può privarmene!!!!!


Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
CIAO MARCELLO! a distanza di tempo vedo di nuovo il tuo space, e come sempre mi affascina...bravo continua così
3 days ago
MsZ illusawrote:
Io l'ho sempre previsto U____________U
5 days ago
MsZ illusawrote:
Abitudine?
La tua abitudine quale sarebbe?
Abbandonare la gente così?  XDXD
No dai scherzo, tutto bene?
5 days ago
MsZ illusawrote:
Quant'è cattivo questo Marcellino.
Se non passo io, lui non mi degna di uno sguardo.
Come siamo snob, sarà l'aria da poeta che inizia a darti alla testa?
 
:P
6 days ago
Carmen B.wrote:
May 24

Me and my "one night only" band

Landing in London

 

Venerdì 21 Dicembre 2012 è alle porte. Come prepararsi e cosa (non) fare nel frattempo

 

Sono già pronti i manifesti. Recitano indicando come data Venerdì 21 Dicembre 2012 “dopo miliardi di anni,si è spenta l’esistenza di Madre natura con tutti i suoi figli. Ne danno il triste ’annuncio i Maya,la NASA e Nostradamus. Per i supermilionari trasferitesi sulla luna,i funerali si svolgeranno in una cappelle allestita per l’occasione sul satellite alle ore 6.66”. Non tutte le persone hanno reagito leggendo la notizia,nello stesso modo. La nota più triste è sicuramente rappresentata da qualche ridicolo che ancora si illude sia tutto un bluff,un'altra trovata per far soldi. Gli altri,la maggioranza, per fortuna si è invece arresa e ha cominciato a prepararsi,ognuno a modo suo . C’è chi come Florentino Peres ha speso una fortuna per il suo Real Madrid in modo da conquistare le ultime 3 lighe .C’è chi ha scritto libri,o progettato film a riguardo. Ammetto di essere stato anche io,per un piccolo periodo,scettico. È stato ridicolo il mio atteggiamento lo so,ma infondo ognuno ha i suoi tempi . Superata quest’ingiustificata indecisione,ho però subito cercato di recuperare,realizzando alla svelta quale fosse il modo migliore di passare questi ultimi tre anni. Ed ho capito quale opportunità,sapere la data della fine del mondo in realtà fosse. Possiamo e dobbiamo essere felici in questo periodo. Ecco perché ho deciso di pubblicare questa breve guida sul cosa fare e non fare in modo da trascorrere questo scorcio di vita al meglio. L’avevo scritta tempo fa,ma sarebbe stato palesemente utopistico proporla prima. Sono poche semplici regole. Regola n1:divertirsi. Lasciate perdere lavoro,palestra e studio. Non ha senso perder tempo ed energie preziose in qualcosa che aveva valore solo in ottica futura. Life in now. Se chi ben comincia è a metà dell’opera un bel falò di libri,attrezzi e bollette è la scelta più saggia. Secondo passo,alcol,droghe,rock and roll e tanto tanto sesso (anche non protetto va bene). Regola numero due “Carpe diem”. Siamo tutti sulla stessa barca,mettetevelo in testa. Coraggio e spirito di iniziativa verranno da se come logica conseguenza. Questo vale soprattutto per i rapporti con l’altra “sponda” che spesso sono complicati dalle inibizione e dalla timidezza. Godete,gente,godete e fatelo senza troppi problemi. Altro che case chiuse. Trasformate il mondo in un letto a cielo aperto. Regola n3:”Non è mai troppo tardi”. è venuto il momento di tirare fuori dal cassetto qualche desiderio. Anche quelli più assurdi sono leciti . Se viaggiare e vedere il mondo prima che diventi polvere può essere piacevole,non lo sarà mai quanto una burla al vostro ex capoufficio,ad un vostro prof o ad un capo di stato. Distruggere i monumenti e i quadri che avete sempre odiato poi non ha prezzo. Istigazione alla vita. Regole n4:”Tornare bambini”. Colloqui,borsa,problemi fiscali,reattori nucleari da controllare? No grazie! Correte liberi per i campi,rotolatevi nudi nell’erba,giocate con le palle di neve. È lecito e consigliato rivivere gli anni migliori della nostra vita. Non c’è niente di più bello di vedere il mondo dagli occhi di un bambino. Regola n5:Non si sono altre regole. Fate un po’ quel che vi pare. Questo è tutto,semplice no? Un secondo..non avevo messo gli occhiali. Mi scuso con i miei lettori. Sui manifesti c’è scritto un cosa un po’ diversa ma preso come sono da tutti queste predizioni e speciali in tv mi sono fatto suggestionare “dopo il millenium bug,si è spenta di nuovo l’intelligenza e la razionalità umana. Ne danno il triste annuncio panico,caos e rassegnazione. I funerali non potranno essere svolti perché non ci saranno più chiese,poiché la gente sarà tanto spaventata da fare tutt’altro. Non ci saranno più negozi,né cinema,né uffici,tutti saranno in strada a distruggere con le loro mani il mondo. Questo vale come ringraziamento,per quei pochi che sanno ancora guardare oltre.” Sono turbato,che fare ora?

Le catene della libertà (i testi sacri prima del Carosello,le leggi prima delle barzellette)

 

Le parole e il loro immenso potere. È evidente quanto,chi sa farne uso, abbia da sempre influenzato con la sua penna miliardi di persone.” Verba volant,scripta manent”.Un esempio sono gli autori delle varie costituzioni o ancora meglio quelli dei testi sacri .Immagino scherzosamente quante vicende,in una fantomatica redazione del “Corriere del Signore” pur di farsi ricordare dai posteri,siano state esagerate.“Allora capo,come si chiamava quello che aveva tagliato il tonno con un grissino?” “Ma quale tonno??!Erano le acque con il bastone”!.Battute a parte la questione è seria e problematica, poiché da quando la tradizione orale ha lasciato il posto ai manoscritti le persone hanno perso libertà,immaginazione e in parte spirito critico diventando succubi dell’inchiostro. Quanti si sarebbero suicidati o morti per la guerra santa se nel Corano ci fosse stato scritto che al varco li aspettavano 4 bavose sudaticce,in un deserto senza acqua,né cibo?Quanti morti avrebbero parlato per ancora tanti anni,se avessero ignorato promesse poco attendibili?Nessuno fa niente per niente. La verità è che si è sempre teso ad esagerare,montando i fatti ad arte,pur di indurre a pregare,a seguire una vita fatti di principi e valori,ma di fatto a comprare,investendo,scommettendo come diceva Pascal su uno o l’altro cavallo. I testi sacri sono stati infatti secoli prima del Carosello la prima forma di pubblicità. Non si può dire lo stesso delle leggi .Quelle guardandole un attimo sono vere e proprie barzellette. Occhio per occhio,dente per dente,base per altezza diviso due e avevi la formula di una giustizia ordinaria e alquanto ridicola. I re e gli imperatori non hanno fatto che legittimare,su carta,il loro potere sconfinato. Da allora ad oggi ci sono stati grandi progressi ma non dappertutto. Basti vedere quanti dittatori impongono ancora censure e regole assurde. Stesso vale per le nuove religioni nate. La dottrina della setta più in voga del momento “Scientology”, il cui fondatore avrebbe fatto viaggi che “noi uomini non possiamo neanche immaginare”, è di quanto più bizzarro ci possa essere. L.Ron Hubbard infatti narra (secondo Wikipedia) che in questi suoi viaggi extracorporei per l'universo avrebbe scoperto che i guai degli esseri umani odierni deriverebbero da una punizione inflitta all'umanità 75 milioni di anni fa da Xenu,un crudele governatore della galassia:per limitare la popolazione e accrescere il suo potere,Xenu ordinò ai suoi ufficiali di catturare esseri della natura più svariata da vari pianeti,congelarli in alcool e glicole e lasciare miliardi di questi "grappoli" di esseri sulla Terra,da spazioplani che assomigliavano ai DC8. Si specifica che alcuni di questi malcapitati esseri furono catturati con una falsa convocazione per una indagine del fisco. Questi esseri furono incatenati a dieci vulcani sulla Terra e uccisi per catturare i loro thetan (spiriti) e raccoglierli con nastri elettronici, quindi furono trasportati alle Hawaii o a Las Palmas:qui vennero sottoposti a 36 giorni di induzione ipnotica con fili e altre semplici apparecchiature (nel loro stato di shock erano sufficienti): le induzioni ipnotiche contenevano perversioni sessuali e varie nozioni religiose come la morte in croce di Cristo, per fare in modo che gli spiriti non potessero lasciare la Terra e non ricordassero mai i crimini perpetrati da Xenu. Ma ormai era tardi: scoppiò la rivolta e Xenu venne imprigionato (lo sarebbe tuttora) su un ignoto pianeta orbitante intorno a una delle stelle visibili dalla Terra,dentro una montagna circondata da un campo magnetico generato da una batteria eterna.” Ebbene questa setta ha oltre 8 milioni di praticanti. Incredibile ma vero . La cosa più triste è il commercio e il giro di denaro che circonda questa setta. Senza parlare del Vaticano. Il business cresce e la credibilità di conseguenza cala. Credere non è più un atto spontaneo ma una moda,un’usanza che passa di generazione in generazione. È come andare al Ikea e scegliere il mobile che si addice di più all’appartamento in cui vivi. Ma non è finita qui,perché se le religioni sono da sempre capaci di sfornare storie assurde,anche le istituzioni nel 2009 non sono da meno. Ecco un paio di esempi significativi di leggi tutt’ora in vigore. Ad Omaha,se un bambino rutta durante un servizio di chiesa,i suoi genitori possono essere arrestati. Non voglio sapere cosa succederebbe se dovesse mai petare.Ad Eureka nel Nevada,agli uomini che portano i baffi è vietato baciare le donne .E alle donne con i peli sulle gambe,i nani probabilmente. Nel Hampshire una legge dello Stato proibisce di tamburellare i vostri piedi, accennare con la testa o tenere il tempo in qualsiasi modo in una taverna, ristorante o caffé. E se uno ha un tic,gli diamo direttamente l’ergastolo? A Corpus Christi,è vietato allevare alligatori nella propria casa. Per fortuna che ci sono le fogne di New York per questi poveri animali!.Tutto questo mi fa riflettere,e non poco. Spesso si sente dire la frase “si stava meglio ,quando si stava peggio” uscire dalle labbra di vecchi fanatici ancora fedeli al duce. Io invece la intendo in un altro modo. Era meglio quando non c’erano tutti questi problemi,si viveva di poche cose,casa,caccia e agricoltura. Era meglio quando il tetto sopra di noi era fatto di un manto di stelle e la nostra piscina era l’intero oceano. Era meglio quando tutti erano analfabeti,almeno non potevano leggere e farsi influenzare da certe cazzate. O forse no,è solo un vagheggiamento il mio. Un mondo senza regole e senza credo sarebbe finito secoli orsono. La verità sta nel mezzo come sempre. Anarchia e caos,per quanto equi,avrebbero creato uno scompiglio troppo grosso per rendere le città vivibili. Liberi solo quando ammanettati,infondo gli esseri umani non sono in grado di vivere in pace, se non così.

Ad un anno dalla maturità (gli esami non finiscono mai!)


Un lungo déjà vu e,poi,rieccomi inciampare nelle torbide acque del passato. Ma questa volta è diverso e il mio viso disteso ne è la prova più evidente. Apro il rubinetto fino a riempire la vasca,prendo la paperella che ora,per fortuna,galleggia e,con calma,mi immergo nei pensieri,fino a ritrovare una serie incredibile di emozioni. Non è passato,poi,così tanto tempo,ma nemmeno così poco da dire “sembra ieri”. Cos’è un anno rispetto ad una vita,in fondo?Scavo come una talpa sotto terra,nei mie ricordi e la prima cosa che mi torna in mente di quell’esame di maturità è il caldo torrido. Un caldo così credo di non averlo mai sentito. Probabilmente la mia colonnina di mercurio si adeguava agli sbalzi di umore,ma,ne sono certo,tutto ciò non dipendeva solo dallo stress accumulato e da quelle contorsioni mentali a cui non ponevo fine:una cospirazione da parte dei produttori di condizionatori era in atto contro noi studenti in quel periodo,ci metto la mano sul fuoco. Non so come spiegarmi,altrimenti,il caso del mio nuovissimo ventilatore auto-distruttosi (tipo i messaggi che arrivavano all’agente di Mission Impossibile) nel momento stesso dell’accensione. Per fortuna era in garanzia e mi è stato sostituito e mandato gratuitamente a casa..dopo circa tre mesi:quando,ormai,Eolo soffiava venti più freschi.Tornando alle settimane prima degli esami,i pensieri confusi trovavano conforto solo rispecchiandosi nel disordine della mia scrivania di cui,però,rimaneva solo l’idea:troppi i fogli,i libri e gli appunti sparsi da quella brezza tanto voluta e mai trovata,se non attraverso un timido ventaglio cinese che,da lì a poco,avrebbe fatto la stessa fine del compatriota di metallo. E’ stato un periodo duro e ricordo che iniziai a rendermene conto quando tutti facevano il countdown delle ore che mancavano alla fine della scuola. L’idea che,a breve,tutto sarebbe finito,di certo,però,era un appiglio valido a non lasciarsi andare insieme a quelle pagine da sfogliare,  continuamente,ininterrottamente,una dopo l’altra. Assurdo,ho odiato per cinque anni quell’edificio,quelle quattro mura gialle e,poi,è successo che,proprio quando è arrivato il momento di andarsene,tutto quello che ho prima detestato,mi dispiaceva immensamente lasciarlo. È come quando ti accorgi di voler bene ad una persona solo quando ti è lontana. Con la differenza che a me sarebbe mancata solo la signora del bar che,di tanto in tanto,mi offriva le pizzette. In realtà avevo solo una grossa paura dell’esame e,ancora di più,delle scelte che,obbligatoriamente,ero costretto a fare,quel tipo di decisioni che prendi solamente perché sei stufo di rispondere “non lo so” alle domande sul futuro e,allora,giri la ruota e speri ti vada bene. Speri che tutte quelle fatiche non siano state inutili,speri di avere la meglio su chi credeva che mai e poi mai ce l’avresti fatta. Anche sul secchione del primo banco che ti guardava con la puzza sotto il naso solo perché lui sapeva già cosa voleva dalla sua vita e tu,tu accreditavi più opzioni,anziché optare per un’unica via con il paraocchi,a che serve poi? Io ho accumulato tutte le possibili eventualità e,solo alla fine,quando un briciolo di certezza ha iniziato a farsi strada dentro me,ho deciso. Mi infastidivano profondamente tutte quelle giustificazioni o spiegazioni da dare,riguardanti ogni singolo pensiero che potevo propormi. Era tutto finito,quasi. Questo mi consolava. Ma,prima della fine,oltre le tre prove scritte che avrei superato senza troppo timore trovando,soprattutto nella prima,pane per i miei denti,c’erano quelle imprevedibili incognite che mi avrebbero bacchettato durante gli scritti,da affrontare. Dopo Davide contro Golia e Achille contro Ettore non c’è sfida più epica degli alunni e i professori durante la maturità. C’è chi si premunisce di mazzette,chi di buone intenzioni e chi di saliva da utilizzare con decisione...io,invece, andai disarmato. Non mi aspettavo clemenza,né un trattamento di favore e,in effetti,senza troppe esitazioni,li ho visti schiantarsi contro di me. Ma non voglio parlare di voti. Che quelli non costruiscano le persone,lo sappiamo bene. Ma di quegli individui che,improvvisamente trovandosi col coltello dalla parte del manico si sentono in potere di qualsiasi sgambetto. Da me non hanno avuto alcun tipo di soddisfazione e,a parte qualche critica di troppo,mi sta bene com’è andata. Per il semplice fatto che so che nella mia vita,il loro parere conta meno di zero. Riemergendo dalla vasca e ritornando in contemporanea con il mondo,mi accorgo,guardando il calendario,che s’avvicina per molti altri la fatidica “notte prima degli esami”.Della mia non ricordo “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” come dice la canzone,frase tra l’altro,da tradurre perché, ancora,non l’ho mica capita,eh! Ricordo quell’ansia e tutti che mi ripetevano “non preoccuparti”.Incitamento inutile perché, come fai a non essere nervoso?Per fortuna ho trovato te,lì,ad aspettarmi,o meglio,l’idea di sapere che qualcuno,seppur da lontano,mi capiva alla perfezione. Non m’hai chiesto di non temere perché quel balzo nel vuoto l’avremmo fatto entrambi. Non me l’hai chiesto perché, anche se non lo sapevamo,immaginavamo già quello che il futuro c’avrebbe riservato. Avremmo e stiamo lentamente tentando di disegnare i contorni di una scena in cui le luci sul palco illumineranno uno spettacolo tutto nostro,dall’esito soddisfacente,seguito da un applauso sicuro e scrosciante,si spera. Ci siamo,semplicemente,incoraggiati e sostenuti a vicenda,come facciamo già da tempo,ormai. E,poi,tutto è passato,così,volato. Certo,è un pò stupido dirlo dopo,ma è solamente quando aspetti,che i giorni sembrano non voler trascorrere mai. Eppure,mi correggo,ad un anno da allora,sembra volata via un’eternità,un mondo intero...E si cresce e si cambia affrontando anche questi tipi di soddisfazioni o sconfitte,dipende dal punto di vista,poi. Si cresce e si cambia anche preoccupandosi del proprio domani,anche perché,dopo di quella,le notti prima degli esami saranno continue e,francamente,non credo avremo mai il tempo di smaltirle tutte. Quindi,accontentiamoci di essere qui,a respirare aria sempre nuova...poi,chi vivrà,vedrà! (scritto con Jessica Mastroianni)

E ritorno punto e da capo (riflessioni e paranoie apatiche di un afoso Venerdì pomeriggio)

 

"Fai conto di essere una maratoneta.Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche.A un certo punto capisci di avere una buona gamba,un bel passo,di poter andare più veloce,e allora decidi di seguire questa tua forza.Di convertirti al tuo talento.Dopo un po' che corri,ti accorgi di aver staccato il gruppo.Ti giri e ti scopri solo.Loro sono indietro,tutti insieme che ridono,e tu sei solo con te stesso.Siccome non riesci a reggere questa solitudine,rallenti finché il gruppo ti raggiunge e,negando il tuo talento,fingi di essere come loro.Rimani nel gruppo.Ma tu non sei così,non sei come loro.Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque solo” (Fabio Volo)  Sarà il polline,che lento e implacabile entra nei miei bronchi.Sarà il caldo,l’afa o il ventilatore che non funziona.Sarà quel che sarà o forse quel che è stato,ma oggi mi sento davvero come un orsetto di peluche.Un orsetto di quelli soffici,che fin dal primo sguardo ispirano tenerezza e con cui tutti,almeno una volta,abbiamo dormito.E se non fosse per questo cuore che batte,ben mi vedrei su uno scaffale in attesa che qualcuno mi compri per poi,dopo essersi divertito con me,abbandonarmi nella polvere.Mi torna in mente un verso di un famoso pezzo degli 883 “Quanti in questi anni ci han deluso,quanti col sorriso dopo l’uso ci hanno buttato”.Resto fermo immobile un attimo,poi con l’affanno di un naufrago tra le onde del mare,apro l’armadio in cerca del mio amichetto di stoffa.Eccolo,che emozione!Mi guarda con l’unico occhio che gli è rimasto,l’altro purtroppo gli si è scucito.Erano anni che non gli regalavo un’attenzione e preso un pò dal senso di colpa,immagino me al suo posto.Cosa avrei provato io a rimaner chiuso da solo per anni in uno stanzino?Ci rifletto un secondo poi lascio perdere,di sicuro lui non si è accorto di niente e mi concentro sulla strana la sensazione che provo nel accarezzarlo.È come poter prendere in mano un ricordo che di solito invece rimane un impalpabile mitizzata nebbia nei meandri della mente.Questa volta è diverso.Questa volta è tutto così reale.Mi stendo sul letto e lo stringo ancora più forte.Accorgersi che non siamo più in grado di consolarci a vicenda è una delle logiche conseguenze dell’esser diventato grande.Pur di non sentirci soli i nostri sguardi cadono allora sul parato che lentamente sta venendo meno.“Noi sappiamo fare di meglio? Noi siamo in grado di non fare la stessa fine?" Chiedo rivolgendomi all’orsetto,che mi ignora.Probabilmente non lo sa,o non vuole ammettere nulla.Ho visto imbiancare,stuccare,dipingere e poi ricoprire quel muro.Come ho visto crescere,fortificarsi,rompersi e poi guarire le mie membra.In fondo mi chiedo quale sia la differenza reale tra me e lui,tra e me e quel pupazzo.Io posso respirare,uscire,scappare ma in quelle ”certe notte” che il Liga ignora,l’apatia è più forte anche del mio essere umano.E ritorno punto e da capo.Mi sento un pilota che passa più tempo ai box che in pista.Un inutile portachiavi attaccato ad una catena.E più vado avanti,più i miei piedi sembrano urlarmi:”stai sbagliando strada,stai sbagliando strada”.Non sono un gambero,ma un granchio sordo.Evito i problemi,evito di soffrire e le delusioni inutili.Evito talmente tante cose che alla fine mi abituo a non far niente per migliorare la mia situazione.E quando,per la semplice legge fisica per cui ogni azione ha delle conseguenze,mi arriva il boomerang indietro,non riesco proprio a schivarlo.Lo prende ogni volta in pieno viso ma non importa,sono un muro,un pupazzo infondo E pensare che non è stato sempre così.Quando soffrivo per amore era tutta un'altra storia.In quel periodo ero solito rinchiudermi nel dolore solo per trarne  forza,rabbia,e vigore.Ogni ferita mi faceva sentire sempre più vivo e mi avvicinava inevitabilmente all’esser disposto a tutto.I miei obbiettivi erano principalmente due: salire sul ring con il mio Ivan Drago e dopo averlo battuto urlare “Adriana,Adrianaaaaaa”.Inutile chiedersi chi fosse il mio eroe all’epoca.Entrambi fecero la fine dei cracker nello zaino.Una consapevolezza sarebbe nata da lì a poco:per quanti cazzotti puoi prendere,non saranno mai abbastanza per farti capire quanto sai stato stupido ad esagerare nelle ambizioni.“Io farò questo,io farò quello”..e poi?Dove finiscono tutte i proclami che il vento ridendo ascolta?Nella spazzatura,con le bucce di banana e i fazzoletti sporchi.Pensandoci non è così difficile capire perché a Napoli ci sia stata l’emergenza rifiuti.Un napoletano medio produce più sogni di qualsiasi altro cittadino .Siamo un popolo di sognatori,di artisti di strada e di aspiranti qualcuno.Il problema per me si complica,poiché essendo nato ad Alessandria,il mio sangue non è unicamente partenopeo.Ho nelle vene anche la pacatezza e la narcolessia degli alessandrini oltre che la parlantina e il caos mentale dei figli di “Pulcinella”.Le due cose non sono conciliabili.Forse è per questo che non trovo il mio posto da nessuna parte .Quando sono a Napoli aspetto l’inverno per avere pace e tranquillità.Quando sono tra i "polentoni" ricerco affannosamente un po’ di vita ed allegria fino a notte fonda.Il parato continua a perder pezzi,nel frattempo,spero non mi cada nulla addosso. a non ne sono poi tanto convinto.Forse invece non aspetto altro.Una forte botta in testa e poi il buio totale.Mi va bene anche un buio parziale,un "buino",un'apparizione,un segno magari,qualsiasi cosa possa essermi utile a svegliarmi da questo incubo.Suvvia,possibile mai che di Venerdì pomeriggio io non abbia di meglio da fare che stringere un peluche e guardare una parete?

Io,Siffredi e il fanciullino (Tutti abbiamo bisogno di ricordi che ci rammentino chi siamo)

 
Stranamente è Domenica e il foglio delle bozze è ancora bianco.Volevo proporre e fino a ieri ero convintissimo che lo avrei fatto,nel ormai abituale post del lunedì,un vecchio intervento “rinnovato”.Avevo scelto “Sirene” uno dei brani a cui tengo di più.Solo che poi quando sono andato a fare copia e incolla per modificarlo,ho visto materializzarsi sul documento una parte importante di me e non sono riuscito a toccare niente.Mi sembrava troppo un insulto spostare il treno sui cui viaggiavano i miei pensieri su un altro binario,solo per colmare uno spazio vuoto.Non sarei stato sicuramente in grado di tornare in quei panni fradici,stracolmi di malinconia ed amarezza e nel riscriverlo avrei avuto un po’ lo stesso risultato che si ha quando trasporti un cd in mp3.Il testo avrebbe perso di qualità ed originalità.Quindi l’ho lasciato lì,e non ho fatto altro che leggerlo e rileggerlo quasi come fa un bambino quando deve imparare l’alfabeto.Quando sei piccolo le lettere ti sembrano tanti simboli inutili. E a molti crescendo rimane questa impressione.Io invece credo le parole siano un po’ i lego della nostra società .E saper leggere e scrivere oltre ad essere un privilegio raro,è più necessario del sugo sui maccheroni.Immaginatevi un mondo senza poesie,racconti e libri.Nessuno imparerebbe dagli errori e dalle esperienze altrui.Verba volant,scripta manent.Se qualche strofa riesco pure io a buttarla giù ammetto invece che faccio ancora fatica a leggere.Semplicemente perché la mia mente corre troppo in fretta rispetto alla voce,che intanto va perdendosi tra i vocaboli come Alice nel Paese delle Meraviglie. E soprattutto non riesco a mettere mai in stand- by la mia creatività,nonostante spesso mi trovi di fronte a parole altisonanti e tecniche su cui è difficile fare speculazioni.Ma volendo trovo sempre il modo. Mi è capitato da poco preparando l’utilissimo esame di Geografia .Capitolo uno:”la geografia umana”.Perfetto mi dico,finalmente conoscerò in ogni suo dettaglio il corpo femminile in modo da non trovarmi impreparato, quando la prossima ragazza deciderà di aprirmi il suo mondo.O meglio di togliersi i vestiti.Non che io sia così ignorante in materia ma uno studio approfondito da sempre quel vantaggio che ti aiuta a mantenere la rotta in situazioni del genere.È come visitare un paese straniero con una cartina chiara e precisa e conoscendo almeno i fondamenti della lingua.Parti avvantaggiato non ci sono cazzi.E poi anche il miglior Rocco Siffredi da ragazzo scommetto avrà usato questi mezzucci nelle sue prime esperienze.Neanche avevo finito di leggere il titolo quindi che la mia fantasia mi portava con le mani su soffici colline,passando per dolci pendii prima di addentarsi con la cautela tipica di una giovane marmotta,in misteriose insenature.Purtroppo però quel capitolo di “umano “ non aveva proprio niente se non forse l’autore,e le mie perversioni andarono perdute leggendo il sottotitolo che recitava “Come sono nate le correnti del pensiero geografico”.Il cuore mi si sbriciolò in mille pezzi per la scoperta fatta,e pur di ricomporlo,tempo qualche secondo,pensai sarebbe stato meglio chiudere il manuale e stendendomi sul letto ritornare ad immaginare quel corpo di cui ormai mi ero impossessato e che non potevo abbandonare.È tutto così perfetto quando la mia testa accarezza il cuscino.Niente file,niente litigi con gli amici su dove andare,ne biglietti troppo cari.Solo io,le coperte e con una sana dose di invettiva,sono già ad Honolulu,a New York o con una top model da urlo.Anche se di solito mi piace giocare pensante,entrare in situazioni già vissute solo per cambiarle a mio favore.Traccio da buon cronista le varie alternative e poi focalizzo la mia attenzione su quella più positiva.Mi piace vincere facile se non c’è niente in palio e sono solito montare le vicende come si fa con la panna. Ma poi ogni volta mi chiedo come sarebbe avere questa facoltà nel mondo reale. E riflettendoci su ogni volta mi rispondo un po’ alla Marzullo che sarebbe solo un gran caos.Il finale del film “Una settimana da Dio” è l'esempio migliore.Una volta “indovinata” la combinazione del Superenalotto e ottenuto tutto quello che si desidera,perderemmo il gusto di andare avanti.Non esistendo il fattore rischio,ne l’incognita tutto il sale della vita evaporerebbe.Il problema aimè non si pone e quindi ignorando gli ostacoli,quando scendo con i piedi per terra,non smetto comunque di volteggiare in questa realtà per quanto a volte risulti triste e petulante.Fortuna che esistono le sorprese.Io adoro le sorprese.Solo che purtroppo è non capita spesso che qualcuno riesca a farmele.Quando apro un regalo ad esempio difficilmente ne ignoro il contenuto.Conosco i miei amici che a loro volte conoscono i miei gusti.Quindi sarebbe quasi strano il contrario.Mi ritroverei nel armadio vestiti che mai indosserei e una stanza piena di gadget impolverati.E per questo quando penso alla parola sorpresa intendo tutt’altro e nello specifico quelle novità inaspettate che sanno shockarti e lasciarti senza fiato.Quelle che la strada ti mette davanti e tu non puoi fare altro che fermarti come davanti ad uno stop.E gli stop migliori li ho incrociati solo da poco. Mancava la benzina forse.Mancava la consapevolezza di me probabilmente.Ma adesso che ai miei polmoni arriva aria pulita è tutta un'altra storia.Ho scoperto di non essere solo e di poter contare sui miei amici oltre che sulle dita.Ho scoperto che le mie debolezze sono infondo le mie forze e viceversa.Ma soprattutto ho ritrovato sotto le occhiaie ed il pizzetto ancora lo stesso bambino a cui bastava correre dietro le farfalle per essere felice.Ho pianto,ho sofferto,ho sudato,ho sanguinato ma la parte migliore di me è ancora viva.Sono ancora io quel bambino che restava a bocca aperta di fronte ad un arcobaleno,che sapeva emozionarsi per un sorriso e piangere senza avere per forza un motivo.Ancora io.Ancora io nonostante tutto e non posso che esserne fiero.Nessuno fino ad ora è riuscito ad uccidere il fanciullino che è in me e comincio a credere che nessuno a questo punto mai ci riuscirà.Devo credere in un mondo fuori dalla mia mente, devo convincermi che le mie azioni hanno ancora un senso,anche se non riesco a ricordarle.Devo convincermi che,anche se chiudo gli occhi,il mondo continua ad esserci.....allora sono convinto o no che il mondo continua ad esserci?....c'è ancora?.....sì.Tutti abbiamo bisogno di ricordi che ci rammentino chi siamo,io non sono diverso” (Memento)
 

"Sospiri nel vento": fotografie sfocate di quel dolce naufragio chiamato vita

Racconti,pensieri e riflessioni di un angelo caduto...un blog ideato e gestito da Marcello Affuso

iPod

Loading...
There are no photo albums.
I film che ho apprezzato di più
Chi mi conosce sa che preferisco i gesti,anche quelli piccoli piccoli,rispetto alle parole..ma a volte fanno piacere anche quelle!

VISITATORE N 56248,ASPETTA UN ATTIMO...DOVE CREDI DI ANDARE???Prima di tutto se non seitra i miei contatti aggiungimi:marcellofallen@hotmail.it e poi il blog non è mica finito,premi "Visualizza altri interventi"..c'è ancora tanto altro da vedere! Puoi scegliere direttamente gli interventi da leggere nell'elenco "Best of" o cliccando su una delle categorie per cui ho scelto di dividerli (quando scrivo cerco di non essere mai monotono).Come ogni Space che si rispetti anche questo è protetto dal copyright (di cui potete vedere il mini-banner infondo)..quindi se proprio volete copiare/postare uno dei miei interventi inserite il mio nome e il link da cui è presto...non dimenticatevi di aggiungere questo sito tra i preferiti e possibilmente di aprirlo con IE dato che con FireFox da qualche problema di visualizzazione.Leggere i commenti che lasciate è molto gratificante,quindi non siate mai "timidi".Un'ultima cosa..le foto degli album sono solo di maggiorenni (tranne quelle da bambino che sono state scattate a me dai miei parenti),mentre le immagini degli interventi sono prese dal web,quindi se qualcuno ha qualche problema o ne possiede i diritti me lo dica e le toglierò subito.Buona permanenza! © Marcello Affuso

MyFreeCopyright.com Registered & Protected-grafica e tanto altro!!